CASO STADIO FRIULI. AI MICROFONI DI UDINESE TV “TUONA” IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO ALBERTO RIGOTTO. L’UDINESE LASCIA UDINE?

La classica goccia che fa traboccare il vaso. Così ha definito Alberto Rigotto l’ennesimo attacco. In queste ore si è parlato infatti di una delibera dell’Autorità nazionale anticorruzione: è stata contestata la convenzione di 99 anni del 2013. Nel mirino anche i lavori di ristrutturazione dello stadio, nonché il nome Dacia Arena.
L’Udinese risponde appunto con il direttore amministrativo  Rigotto. Ecco cosa ha detto al microfono di Francesco Pezzella durante il TG delle 16:00 dell’emittente UDINESE TV:
“Prendiamo una posizione molto precisa e importante. Siamo pronti a recuperare progetti antichi per trasferirci altrove. Stiamo pensando seriamente di abbandonare lo stadio. Il nostro contratto è stato messo in discussione da più parti e quindi siamo pronti a togliere il disturbo. Sembra che abbiamo solo disturbato, ogni volta spunta un problema. Non si è voluto riconoscere che è il nostro è uno degli impianti più belli d’Europa.
Chi se ne intende sa che quando qualcuno è invitato a togliere il disturbo, ci deve essere almeno il rimborso delle somme spese. Circa 48 milioni e mezzo di euro. Non chiederemo altri risarcimenti, se non questo rimborso. Credo che la misura sia colma.
Se disturbiamo così tanto ci sono altre amministrazioni comunali che ci accoglierebbero a braccia aperte. Siamo già in contatto con altre amministrazioni. Abbiamo dimostrato di saper fare le cose molto velocemente. Il primo contatto era Pasian di Prato ma ci sono anche altri Comuni vicini ad arterie stradali importanti. Non è una boutade, è qualcosa di molto concreto. La misura è davvero stracolma !
La strada di un nuovo stadio è percorribile. Se dobbiamo continuare così credo che il gioco non valga la candela. Non abbiamo tempo e voglia di continuare su questo percorso di battaglia. Abbiamo sempre cercato di dare contributo al territorio. Sembra che improvvisamente queste cose non si vogliano riconoscere”.

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