Di recente l’Arma dei Carabinieri ha attuato tagli alle forze organiche di diversi reparti, tra cui Stazioni, Centrali Operative e Aliquote Radiomobile, reparti nati per garantire la sicurezza ed il mantenimento dell’ordine pubblico, nonché assicurare la vicinanza delle istituzioni alla popolazione.

Nel contempo sono state emanate circolari che per ragioni economiche (contenere la spesa della forza lavoro) da un lato vorrebbero imporre a tutto il personale di fruire di tutti i periodi di licenza entro l’anno di riferimento e dall’altro diminuire le ore di straordinario attraverso una distribuzione equilibrata e pianificata dei carichi di lavoro.

Tali circolari, pur volendo anche perseguire il più nobile obiettivo di assicurare al personale il giusto periodo di riposo, appaiono discrasiche sia rispetto ai recenti ingiustificati tagli delle forze organiche sia con quanto accade nella realtà, di cui vogliamo riportare uno spaccato di quotidianità.

È diventata, infatti, usanza comune a diversi Comandi che, per arginare il problema delle assenze nella centrale operativa venga imposto al personale rimasto in servizio di svolgere turni di otto ore (contrariamente alla normativa vigente e all’invito rivolto in favore di una più equilibrata e pianificata distribuzione dei carichi di lavoro) con l’ovvia conseguenza di arrecare inutile stress da lavoro correlato.

Non potendo tale “soluzione”, quella delle otto ore di servizio, persistere a lungo, in seconda battuta, si ordina di distrarre, a rotazione, un equipaggio radiomobile per impiegarlo presso la centrale operativa, nonostante, la disciplina vigente dica che l’equipaggio radiomobile è destinato ad assicurare la costante presenza e vigilanza dell’Arma sul territorio di competenza del Comando da cui dipende e di cui costituisce la principale forza di manovra di pronto intervento. Ciò, oltre alla conseguenza negativa di togliere un’auto di pronto intervento dal territorio, incide, anche in modo sostanziale, sulla retribuzione dei carabinieri interessati.

L’assenza sul territorio di un turno Radiomobile comporta conseguentemente ripercussioni sul personale e sui territori di competenza dei Comandi Stazione (e siamo alla terza fase), i quali devono già fare i conti con le ultime disposizioni (tagli sulla forza organica e periodi di licenza da fruire entro l’anno in corso), ma, nonostante ciò, vengono obbligati a ricoprire il turno radiomobile mancante, senza che il personale abbia la preparazione necessaria per quella tipologia di servizio (è richiesto infatti che il personale radiomobile debba essere “addestrato”) e senza i mezzi e l’equipaggiamento tecnico previsti per i quali sono necessari, tra l’altro, corsi specifici (ad esempio guida in sicurezza, uso del teaser ecc..) esponendo, dunque, il personale operante ad inutili rischi (la crescita esponenziale delle aggressioni alle Forze di Polizia è ormai all’ordine del giorno) e ad un maggiore stress da lavoro correlato, visto che essendoci una sola pattuglia dei carabinieri sul territorio di competenza, questa deve correre in lungo ed in largo per tutto il territorio (territorio che comprende diversi comuni anche distanti decine di chilometri tra loro. Si pensi ad esempio alle zone montuose).

Ma vi è di più e siamo alla quarta fase. I Comandanti di Stazione, per ottemperare all’ordine di impiegare una pattuglia in sostituzione del turno Radiomobile e vista la carenza della forza presente, si trovano costretti, molto spesso, ad impiegare un solo militare in servizio durante l’apertura al pubblico, senza neanche una pattuglia che possa intervenire in caso di emergenza, esponendo quel militare ad ulteriori inutili quanto evitabili rischi (persone agitate, malintenzionati o malore del militare. Fatti che possono accadere ed accadono anche in “un’isola felice” come da alcuni è considerata la regione Friuli Venezia Giulia).

È evidente che questo modo di procedere non può durare a lungo, proprio perché contrario alle norme ed alle stesse circolari emanate dall’amministrazione, né, tantomeno, si può pretendere che il senso di responsabilità di ogni singolo carabiniere colmi all’infinito le lacune di organico.

Per questi motivi la segreteria regionale Friuli Venezia Giulia di Unarma ASC dice BASTA a soluzioni transitorie che sottopongono il personale in servizio a pesanti carichi di lavoro e li espongano ad inutili ed evitabili rischi, l’unica soluzione ammissibile è L’AUMENTO DEGLI ORGANICI E NON I TAGLI, AUMENTO CHE PASSI ANCHE ATTRAVERSO UNA PONDERATA RIORGANIZZAZIONE DEI REPARTI.

Se la coperta è corta rimarrà sempre corta! Confezioniamo un’altra su misura.

 

07 Settembre 2023

La Segreteria Regionale FVG friuliveneziagiulia@unarma.it