Enti locali: Regione, con risorse concertazione sviluppo territorio

La scelta su come utilizzare le risorse della concertazione dipenderà dai Comuni, chiamati a presentare alla Regione progetti complessivi che valorizzino l’intera comunità di appartenenza e siano sintesi ed espressione della strategia di sviluppo di quella specifica area superando, in questo modo, il mero elenco di interventi previsto nella vecchia concertazione, quando cioè esistevano le Uti. Gli Enti locali dovranno ragionare insieme, a beneficio del territorio e non solo del singolo Comune.

È la sintesi dell’intervento dell’assessore regionale alle Autonomie locali, tenuto in occasione dell’incontro con il presidente e i sindaci dei Comuni della Comunità di Montagna delle Prealpi Friulane Orientali, nel teatro comunale di Travesio. Un appuntamento, il primo con la neo-costituita Comunità, propedeutico all’elaborazione della concertazione ovvero quel sistema con cui la Giunta regionale si rapporta ai sindaci per chiedere, proprio a chi conosce il territorio che amministra, quali sono le potenzialità su cui investire.

Le risorse da suddividere tra la Magnifica Comunità di montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio e quella delle Prealpi Friulane Orientali, nate lo scorso luglio, secondo l’iter normativo, ammontano a 11 milioni di euro e le progettualità dovranno essere presentate a settembre, prima dell’assestamento di bilancio autunnale. I fondi serviranno a finanziare, dunque, i progetti di sviluppo di area vasta concordati tra Comuni e Regione.

Quest’ultima, come ha chiarito l’assessore, non ha predisposto delle linee guida su una tipologia specifica d’intervento proprio perché è il territorio che deve darsi le linee strategiche di sviluppo in virtù del fatto che, come stabilisce la legge, una delle funzioni delle Comunità di montagna riguarda proprio lo sviluppo del territorio montano.

Quello di ieri sera è stato un primo confronto costruttivo che ha messo in evidenza la necessità, in capo ai Comuni, di individuare l’obiettivo da portare avanti per la valorizzazione del territorio e la disponibilità dell’Amministrazione regionale ad aiutarli a sciogliere i dubbi e a sostenerli nel percorso. Tra i temi affrontati anche quelli legati alla carenza di personale, allo spopolamento e alla necessità di incrementare i livelli occupazionali nell’area montana. Sul primo punto l’assessore ha dato conto, dopo aver ricordato il riavvio dei concorsi a seguito del blocco causato della pandemia e le difficoltà a reperire personale, di una prima interlocuzione con Anci volta a differenziare i Comuni in fasce per rivedere le funzioni obbligatorie degli stessi, alcune delle quali, ad esempio nei piccoli centri, potrebbero essere gestite da altri enti così da sgravare gli enti locali da molte incombenze.

Sulle altre due questioni, l’assessore ha invitato ad adottare una visione, strategica e ampia, di crescita e sviluppo capace anche di generare posti di lavoro utilizzando le importanti risorse a disposizioni, fra regionali, statali ed europee, ricordando altresì che la copertura per le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria sarà trovata in altre linee di finanziamento.

omar
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