Friuli e Argentina rafforzano gli scambi in campo vitivinicolo attraverso i corregionali emigrati. Giovedì 1 settembre alle ore 18 seminario con Vivai di Rauscedo, Università di Udine, Polo tecnologico e Camera commercio italo-argentina

Fra Friuli Venezia Giulia e Argentina il campo vitivinicolo rappresenta un settore cruciale dove sviluppare la collaborazione scientifica e tecnologica e i corregionali emigrati e i loro discendenti possono essere i migliori “ambasciatori” per rafforzare queste reciproche relazioni. Su queste basi l’Associazione Clape nel Mondo, ente riconosciuto dalla Regione, ha avviato un progetto integrato di cui è capofila per promuovere formazione, assistenza tecnica e scambi che possano coinvolgere il sistema delle aziende agricole e quello delle imprese regionali.

Dal 20 agosto una delegazione di giovani laureati agronomi figli dei friulani che sono andati a vivere in quel Paese sono ospiti ai vivai di Rauscedo per un periodo di conoscenza didattica e di visite studio che hanno coinvolto diverse realtà friulane. Giovedì 1 settembre alle 18 da Gelindo a Vivaro sarà presentato il progetto e i risultati e le ricadute delle attività già realizzate. Vi parteciperanno, oltre che i rappresentanti degli enti dell’emigrazione e a quelli dei Vivai di Rauscedo, anche quelli dell’Università di Udine e del Polo tecnologico di Pordenone, partner del progetto, nonché il segretario generale della Camera di commercio italo-argentina di Buenos Aires, Claudio Farabola. Sarà l’occasione dunque per mettere a confronto le eccellenze del nostro territorio con le opportunità di scambio della nazione sudamericana, dove vive il maggior numero dei connazionali espatriati.

Le opportunità di sviluppo delle reciproche relazioni sono molto ampie: l’Argentina rappresenta un polo vitivinicolo tra i più importanti del continente americano. Attualmente ha una superficie coltivata a vite di circa 215 mila ettari e oltre 24 mila vigneti La grande ampiezza della superficie, unita alla struttura delle valli, crea le migliori condizioni climatiche e territoriali per la coltivazione di una vasta varietà di tipologie, anche di alta qualità. Nell’ultimo decennio, si è sviluppato un processo di ammodernamento che ha coinvolto le colture e le tecnologie, spesso di provenienza italiana. È in questo contesto che si colloca il progetto integrato, incentrato in particolare sulle nuove varietà resistenti e sull’impiego di nuove tecniche specie nella spumantizzazione. In questo periodo gli ospiti argentini hanno anche visitato una serie di realtà qualificate della regione fra le quali l’azienda Goritani e quella di Fossalon, mentre all’Università di Udine hanno seguito il corso specifico tenuto da prof. Enrico Peterlunger e della dott.ssa Alessia Cogato. Il progetto si concluderà con un Forum previsto nelle città di Mendoza e di Buenos Aires.

Redazione
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