IN UN FRIULI LACERATO DALLE LOTTE TRA GUELFI E GHIBELLINI, BRILLA L’ASTRO DEL PATRIARCA BERTRANDO

Bertrando di Saint-Geniès, già celebre professore di diritto all’Università di Tolosa e cappellano del papa, fu nominato Patriarca di Aquileia il 4 luglio 1334 da papa Giovanni XXII, al suo rientro dall’Italia.

La sede Patriarcale di Aquileia al tempo era vacante sin dalla morte di Pagano della Torre, avvenuta il 18 dicembre 1332. Durante il Patriarcato di Pagano, aveva anche soggiornato Dante Alighieri, ospite di Ugone VI a Duino, al tempo in cui molti esuli ghibellini da Firenze si erano rifugiati in Friuli.

Il nuovo Patriarca giungeva in Friuli in età già avanzata, ma con un ben preciso piano di riforme istituzionali ed ecclesiastiche, amministrative e militari da compiere.

Nato intorno al 1260, quasi contemporaneo a Dante, Bertrando apparteneva a una famiglia francese di origine feudale, residente a Tolosa fin dal tardo Duecento. Alcuni dei suoi familiari erano militari, altri invece avevano intrapreso la vita religiosa e gli studi universitari.

Durante il suo mandato lottò fermamente contro nemici tradizionali: i conti di Gorizia, i duchi d’Austria, Rizzardo da Camino, conte di Ceneda, la Repubblica di Venezia, in uno scenario di conflittualità complesse. Anche in Friuli la scena politica era collegata a questioni di ben più ampia portata, nel panorama vasto e instabile della lotta fra guelfi e ghibellini, tanto che la messa di Natale del 1340 fu celebrata dal patriarca e dall’abate di Moggio rivestiti d’armatura. L’evento sarà poi ricordato dalla cerimonia che si tenne a Udine fino al 1848, poi a Gorizia e oggi nel rituale della messa dello Spadone a Cividale.

La sua opera più durevole fu la revisione e la raccolta del “corpus” sinodale e conciliare diocesano, statuti del 1338 e 1339, che rimase valido fino a dopo il concilio di Trento.

Bertrando morì in un agguato il 6 giugno 1350, a circa novant’anni, durante un episodio delle guerre che turbarono il Friuli negli ultimi anni del suo governo. La sua morte fu percepita come un consapevole e sofferto martirio in difesa della “libertas ecclesiae”, per la quale egli aveva sempre lottato. Per questo la sua figura è stata avvicinata a quella di san Tommaso Becket e fu dichiarato Beato nel 1760 da papa Clemente XIII.

Udine e il Friuli lo onorano non solo per le sue grandi abilità come diplomatico e per la riconosciuta bravura militare, ma anche per le immense capacità organizzative e amministrative e come l’uomo che contribuì a potenziare in maniera decisiva il Patriarcato, per il sostegno alle Arti e il sostentamento alla popolazione più povera, soprattutto dopo il disastroso terremoto del 1348 e la terribile peste che ne seguì.

MPF

Itinerario sul Patriarca Bertrando:
Udine, Museo del Duomo, Battistero e Cattedrale.

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