Intervento di Elisabetta Gualmini Eurodeputata PD. “Veneto Banca – Ultimi Sviluppi Giudiziari”

L’Europarlamentare Elisabetta Gualmini “ Spiace molto leggere in questi giorni un epilogo di come il malcostume abbia rovinato una storia di una banca, come Veneto Banca che è nata nel 1877, anno di fondazione della Banca Popolare di Montebelluna, in provincia di Treviso e che a partire dal 1997 la Popolare ha intrapreso un cammino che l’ha portata cambiare la denominazione in Veneto Banca e diventare un punto di riferimento per un territorio vasto. L’enorme rimpianto è anche in termini di dispersione di capitale umano e di relazioni con la clientela visto che è stato dissipato un colosso del territorio che contava su oltre cinquecento filiali, di cui una settantina all’estero e centoottanta nel solo Veneto. Leggiamo in questi giorni come l’insolvenza fosse già nota a dicembre del duemila-
tredici e che il management abbia fatto finta di nulla mettendo a repentaglio e in alcuni casi rovinando decine di migliaia di risparmiatori. Dunque, già a fine duemila – tredici il debito era di circa un miliardo dovuto soprattutto alla crisi di liquidità dovuta alla fuoriuscita dei depositi azionari, conseguenza del deprezzamento del costo delle
azioni stesse che sono passate da quaranta euro e sette euro. Il deprezzamento delle azioni è costato alla banca tre miliardi e mezzo di euro con un danno importante per circa novantamila persone. Dobbiamo ricordare poi – prosegue sempre l’Europarlamentare Gualmini – che furono affidate aziende in liquidazione o sull’orlo del fallimento in cambio di acquisti di azioni, le cosiddette operazioni “baciate”. Non il merito creditizio, ma la conoscenza con i vertici della banca era l’unico criterio per ottenere finanziamenti. Questo è emerso nelle udienze degli ultimi mesi. Mi chiedo due cose, dov’era la politica veneta allora, che è la stessa di oggi. Il Presidente della Regione del Veneto non si è accorto di niente, non ha prestato attenzione ai movimenti dei vertici bancari, non ha sentito ciò che sentivano tutti? In secondo luogo, mi auguro e auspico che si riesca arrivare alla conclusione del processo entro dicembre 2023, perché il rischio della prescrizione è elevato e sarebbe umiliare i risparmiatori e tutte le persone per bene danneggiate una seconda volta.