La storia dei sommergibili costruiti a Monfalcone in mostra nell’atrio del Municipio. Esposizione fotografica visitabile fino al 21 ottobre

“Gli oceanici di Monfalcone 1926-1942. Squali nell’Atlantico” è il titolo della mostra dedicata ai sommergibili costruiti a Monfalcone – inaugurata mercoledì nell’atrio del Municipio – organizzata dal Comune di Monfalcone e l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia sezione di Monfalcone con la collaborazione della Marina Militare e Bcc Staranzano Villesse.

Attraverso scatti d’epoca, viene ripercorsa la storia dei sommergibili italiani, che rappresenta, nel suo complesso, uno spaccato dei sogni, ambizioni e successi di una giovane nazione con la volontà di diventare una potenza marittima.

Il sommergibile, su cui all’inizio del primo conflitto mondiale molti nutrivano dubbi e perplessità, rivelò appieno il proprio potenziale offensivo soprattutto al di fuori delle anguste acque dell’Adriatico: il principale teatro operativo italiano.

Un’indicazione ben precisa che venne colta dalle migliori menti della Regia Marina e diede vita ad una irrepetibile serie di progetti di mezzi subacquei sempre più raffinati per soluzioni tecniche e capacità operative.

“Squali nell’Atlantico” intende riportare in vita l’epopea di una numerosa flotta di ben 19 unità che, partite dalla culla tecnologica dei Cantieri di Monfalcone, solcò i mari di tutto il mondo distinguendosi soprattutto in Atlantico al servizio di Betasom, la base navale dei sottomarini della Regia Marina a Bordeaux.

La mostra – inaugurata con gli interventi del sindaco, Anna Maria Cisint; del presidente dell’ANMI Monfalcone, Enrico Cernigoi; del Contrammiraglio Vito Lacerenza, responsabile del 5° Reparto Sommergibili dello Stato Maggiore della Marina; di Giambattista Melissari, componente sommergibilista Anmi; di Giorgio Seppi, delegato nazionale Anmi – illustra i sommergibili compresi in 5 classi diverse per dimensioni, prestazioni e tecniche di costruzione.

L’itinerario inizia con una panoramica sui progettisti e sulle diverse caratteristiche tecniche costruttive delle classi, cui seguono 24 pannelli che illustrano, nel dettaglio, la parte tecnica di ogni classe e la storia di ciascun battello.

Sarà anche possibile ammirare una riproduzione del sommergibile “Marcello”, costruita dal socio Eddo Manià, in scala 1:50.

A margine dell’inaugurazione, il Palazzetto Veneto ha ospitato la presentazione del catalogo della mostra a cura del giornalista Roberto Covaz.

Redazione
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