MONFALCONE E AMIANTO

Presentato il disegno di legge con cui si chiede l’istituzione della Giornata in memoria delle vittime dell’amianto e assegnazione di un riconoscimento onorifico ai comuni maggiormente colpiti.

La proposta nasce da una richiesta del Comune di Monfalcone a firma del Sindaco Cisint inoltrata nel 2017 ed ora ad un passo dalla concretezza.

Prima firmataria del ddl, la senatrice Raffaella Marin presente oggi alla conferenza stampa in Comune a Monfalcone. Durante la conferenza la Senatrice ha dichiarato che conosceva la drammaticità della situazione, per appartenenza territoriale, ma mai avrebbe immaginato i numeri sui quali ancora lavorare. In Italia ci sono 1 miliardo e 200 milioni di mq di amianto; e 1 milione di siti da bonificare. “Questi dati parlano chiaro -commenta la senatrice-si tratta di emergenza sanitaria perché, finché non vedremo tutti i siti bonificati non riscontriamo mai un calo sanitario perché non si prende in considerazione la contaminazione ambientale”.

Qualche giorno fa si è svolta la discussione in commissione affari costituzionali, con relatrice Pirovano che ha presentato un emendamento in cui si incentivano i Comuni a provvedere alle bonifiche, prendendo ad esempio Monfalcone e Casale Monferrato come Comuni virtuosi oltre che maggiormente colpiti.

“Siamo una delle due città simbolo della tragedia – ha ribadito il sindaco Cisint- ma siamo anche virtuosi, e come tale vorrei invitare i sindaci di ogni comune a prendersi a carico questo aspetto per tutelare la salute dei propri cittadini.

“Individuare la data del 28 aprile come la giornata delle vittime dell’amianto non solo consente di ricordare chi non c’è più, ma offre l’opportunità per riflettere su questa tematica e trasmettere ai giovani un valore fondamentale ovvero che di lavoro e salute devono andare di pari passo. E’ inaccettabile morire per lavorare, come ho visto io e moltissime, troppe famiglie di Monfalcone”.

“Sono grata alla Senatrice Marin e alla commissione che sia stato preso a carico il nostro appello nel 2019, poi l’iter si è bloccato per la pandemia, ma ora si è trasformato in una proposta di legge per cui sicuramente la giornata se non sarà già intitolata quest’anno lo sarà sicuramente il prossimo”.

Redazione
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