Morte Regeni, stop al processo agli 007 egiziani

Battuta d’arresto per il processo Regeni. Dopo 5 ore di camera di consiglio, la terza Corte d’Assise di Roma ha deciso che gli atti sugli 007 egiziani accusati di avere sequestrato e ucciso il giovane ricercatore italiano devono tornare al gup.

La decisione è legata all’assenza in aula degli imputati. I giudici hanno annullato l’atto con cui il gup, a maggio, ne ha disposto il rinvio a giudizio. Si riparte dall’udienza preliminare. Il gup dovrà usare tutti gli strumenti, compresa una nuova rogatoria con l’Egitto, per rendere effettiva e non solo presunta la conoscenza agli imputati del procedimento a loro carico. Il legale della famiglia Regeni: ‘Uno stop, ma non ci arrendiamo’.

Gli atti del processo agli agli 007 egiziani accusati di avere sequestrato e ucciso Giulio Regeni devono tornare al Gup. E’ quanto deciso dalla III corte d’Assise di Roma. La decisione è legata all’assenza in aula degli imputati, nodo affrontato nella prima udienza.

I giudici, dopo una camera di consiglio durata oltre cinque ore, hanno annullato l’atto con cui il gup ha disposto il rinvio a giudizio degli imputati nel maggio scorso. Si riparte quindi dall’udienza preliminare. Il giudice dovrà utilizzare tutti gli strumenti, compresa una nuova rogatoria con l’Egitto, per rendere effettiva e non solo presunta la conoscenza agli imputati del procedimento a loro carico. A parere della Corte d’assise di Roma “il decreto che disponeva il giudizio era stato notificato agli imputati comunque non presenti all’udienza preliminare mediante consegna di copia dell’atto ai difensori di ufficio nominati, sul presupposto che si fossero sottratti volontariamente alla conoscenza di atti del procedimento”

Si è aperto infatti il processo a carico dei quattro 007 egiziani accusati del sequestro e dell’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano morto in Egitto nel febbraio del 2016. Nella prima udienza, davanti alla terza Corte d’Assise, è stato subito affrontato il nodo dell’assenza in aula degli imputati: il generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.

Nella lista testi presentata dai genitori di Giulio, Paola e Claudio, anche i presidenti del consiglio che si sono succeduti in Italia dal 2016, oltre che ministri degli Esteri e i sottosegretari con la delega ai servizi segreti, così come anticipato da alcuni quotidiani. Nei confronti degli imputati la Procura di Roma contesta i reati di sequestro di persona pluriaggravato, e nei confronti di un imputato i pm contestano anche il concorso in lesioni personali aggravate e il concorso in omicidio aggravato. La presidenza del Consiglio ha deciso di costituirsi parte civile nel processo sull’omicidio di Giulio Regeni.

fonte ANSA

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